L’Oltrepò Pavese è terra di grandi vini e, soprattutto, patria del Pinot nero in Italia, anche grazie ai suoi suoli particolarmente ricchi di formazioni calcaree, come le più prestigiose aree viticole internazionali che interpretano questo vitigno in versione rossa o metodo classico.
Su questa base, i suoli presentano una grande variabilità, anche a causa dell’estensione del territorio, favorendo favorendo la coltivazione di diverse varietà, prima fra tutte la Croatina, di cui ll’Oltrepò Pavese è la patria indiscussa.
terreni dell’Oltrepò Pavese hanno origini antichissime: un tempo erano il fondale di una baia tropicale, le cui acque si ritirarono milioni di anni fa, lasciando emergere l’Appennino e dando forma ai rilievi collinari e vallivi attuali.
Questi suoli sono ricchi di calcare e spesso custodiscono fossili marini, testimoni della presenza del mare. La loro tessitura è prevalentemente fine, con zone a tessitura più franca, profondità da medie a elevate e scheletro quasi sempre scarso, caratteristiche che ne influenzano la fertilità e il drenaggio. Il clima dell’area è continentale e mite, con inverni freddi ed estati calde, ventilazione costante e precipitazioni moderate, leggermente più abbondanti procedendo da ovest verso est.
I terreni collinari dell’Oltrepò Pavese, di origine cenozoica, presentano una grande varietà geologica. Prevalgono le formazioni mioceniche, in particolare quelle messiniane ricche di marne calcaree, molto adatte alla viticoltura di qualità.
Sono presenti anche suoli pliocenici, oligocenici ed eocenici, composti da argille, arenarie e banchi calcareo-marnosi, simili a quelli di importanti aree viticole europee.
Nonostante l’elevata complessità geologica, dal punto di vista agronomico i suoli viticoli si possono ricondurre a sei tipologie principali, che permettono una forte diversificazione dei vigneti e vini strettamente legati al territorio.
L’Oltrepò Pavese è un territorio collinare appenninico inserito nel bacino padano, caratterizzato da valli orientate prevalentemente da sud a nord che influenzano esposizione, irraggiamento e microclimi. La radiazione solare è distribuita in modo disomogeneo, determinando differenti vocazioni viticole tra area orientale e occidentale. Il clima collinare, con temperature medie annue intorno agli 11–12 °C, buona escursione termica e variazioni legate alla quota e alle inversioni termiche, risulta nel complesso favorevole alla viticoltura.