L’Oltrepò Pavese – meno di 50 km a sud di Milano – è quella virgola di Lombardia che separa e unisce Piemonte ed Emilia Romagna.
Terra di confine sin dal Medioevo, è il risultato originale dell’incontro fra le caratteristiche delle quattro province che gravitano intorno a questa terra a forma di grappolo d’uva: Pavia, Alessandria, Genova e Piacenza.
Il territorio si sviluppa tra la piana del Po e le vette dell’Appennino – sino ai 1724 metri del Monte Lesima – disegnando un paesaggio di colline e montagne talvolta impervie, che da sempre ospitano la vitivinicoltura.
L’area vinicola si distende lungo il cosiddetto parallelo del vino, il 45° parallelo, concentrandosi in quattro vallate principali che occupano la porzione più nord-orientale e che, quasi parallele, risalgono rapide verso i bastioni appenninici: da est, la Valle Versa, la Valle Scuropasso, la Valle Coppa e la Valle Staffora.
L’alternarsi di campi coltivati, boschi e vigneti garantisce una grande varietà ecologica: il vino dell’Oltrepò nasce in un ambiente che conserva biodiversità, nel quale sopravvivono endemismi preservati anche grazie alla presenza di numerose aree naturali protette.
I vigneti si collocano ad altitudini che vanno dai 120 ai 550 metri sul livello del mare, taccando i 600 e 700 talvolta. Le giaciture presentano inclinazioni spesso molto elevate, che non di rado raggiungono il 30%, segno visibile del carattere impervio e deciso del territorio.
È in queste vigne che si arrampicano sull’Appennino che nascono il Classese — il metodo classico blanc de noirs da Pinot nero — e le altre sei denominazioni dei vini Oltrepò Pavese.
M ALTITUDINE MEDIA VIGNETI
COMUNI
Il territorio vitivinicolo della DOCG e delle DOC è formato dall’interezza dei comuni di:
• Borgo Priolo;
• Borgoratto Mormorolo;
• Bosnasco;
• Calvignano;
• Canneto Pavese;
• Castana;
• Cecima;
• Godiasco Salice Terme;
• Golferenzo;
• Montalto Pavese;
• Montecalvo Versiggia;
• Montescano;
• Montù Beccaria;
• Mornico Losana;
• Oliva Gessi;
• Pietra de’ Giorgi;
• Rocca de’ Giorgi;
• Rocca Susella;
• Rovescala;
• San Damiano al Colle;
• Santa Maria della Versa;
• Torrazza Coste;
• Volpara;
• Zenevredo.
Tale territorio si estende anche in parte dei comuni di:
• Broni;
• Casteggio;
• Cigognola;
• Codevilla;
• Colli Verdi (in particolare le frazioni di Canevino e Ruino, precedentemente comuni integralmente ricadenti nell’areale DOCG e DCO);
• Corvino San Quirico;
• Fortunago;
• Montebello della Battaglia;
• Montesegale;
• Ponte Nizza;
• Redavalle;
• Retorbido;
• Rivanazzano Terme;
• Santa Giuletta;
• Stradella;
• Torricella Verzate.
La provincia di Pavia è un crocevia di cammini storico-culturali di grande valore. Tra questi l’Oltrepò Pavese Pavese vede il passaggio della Via degli Abati, della Via di San Colombano, di uno dei molteplici rami della Via Francigena, il cui percorso standard attraversa il Po appena oltre, ma che anticamente interessava ampiamente l’Oltrepò, come dimostrano le vicende di pellegrini francesi come San Rocco e San Bovo. Il cammino più importante per l’Oltrepò Pavese, però, è la Via del Sale, il percorso che collegava il Ducato di Milano con il Mar Ligure, il cui itinerario principale percorreva la Valle Staffora per poi svalicare l’Appennino e inoltrarsi in direzione di Genova, Camogli e Portofino. Sulla Via del Sale si svolgeva un ricco commercio di sale e antichi frutti, che unitamente alla produzione e commercio di vino rendeva l’Oltrepò Pavese un notevole snodo per i traffici medievali e, oltre, sino all’età moderna.